Post a pagamento e article marketing: un po’ di chiarezza

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Strategie link building

Tra i differenti modi per pubblicizzare il proprio sito e farlo salire sui motori di ricerca vi è quello che una volta passava con il nome di link building: termine non più di moda ma che implica un concetto ancora presente nella Seo e nel Web Marketing, Forse sotto altri nomi ma pur sempre presente.
Con il termine link building si andava a indicare l’insieme delle tecniche utili per creare una rete di backlink verso il proprio sito: la link building al contrario di quanto si dice spesso non è morta. Tutt’altro. Ha semplicemente cambiato connotati.
Per capirci, il famoso scambio di link che una volta andava tanto di moda ad oggi non va più bene. Non solo, rischia anche di portare più danni che altro. Ma questo non vuol dire che fare link building non sia, oggi, utile al nostro sito. Diciamo che esistono modi più raffinati, faticosi e dispendiosi (sotto tutti i punti di vista, anche quello… economico) per fare link building.
In sostanza occorrono tecniche più professionali e un approccio un po’ più scientifico rispetto a un semplice scambio di link: ecco perchè da alcuni anni prolifera la Seo e gli esperti del settore sono piuttosto impegnati.
Fare link building è ancora una attività estremamente utile per i nostri siti e per guadagnare posizioni sui motori di ricerca: certo la rete si è evoluta di molto, Google ha stravolto i parametri che utilizzava un tempo. Di conseguenza dobbiamo stare al passo con i tempi e fare link building nel modo giusto e, soprattutto, con gli strumenti giusti.

Come fare link building oggi:

Costruirsi la propria rete di backlink nel 2015 significa mutare sostanzialmente la vecchia impostazione. Oggi a fare la differenza sono i contenuti di testo. Abbiamo già parlato dell’ importanza dei contenuti di testo di un sito per l’indicizzazione spiegando come sia fondamentale avere un piano editoriale ben definito, scrivere contenuti di testo in ottica Seo e proporre periodicamente articoli magari all’interno di un blog.
Non torneremo ora su questi argomenti, quello che qui ci interessa è la scrittura di contenuti di testo in ottica link building: signore e signori ecco a voi l’ article marketing. Termine che nasce proprio con il proliferare dei contenuti di testo quale metodo principale per creare la propria rete di backlink.
Abbiamo già spiegato cos’è l’article marketing: in sintesi si tratta di una forma di web marketing incentrata sulla promozione del proprio sito tramite pubblicazione di articoli redazionali e post da inserire in altri siti sulla rete. In questo modo andiamo a portare un duplice vantaggio al nostro sito:

  • generiamo traffico diretto tramite i link che mettiamo su altri siti
  • aumentiamo la nostra link popularity o reputazione online

L’ultimo aspetto è esattamente quello innovativo e che fa la differenza. Un parametro che vale molto e che Google tiene in grande considerazione per costruire la Serp, la pagine dei risultati dei motori di ricerca.

Link Popularity

Link Popularity

Link popularity: cos’è questa sconosciuta?

La link popularity, in italiano popolarità da link, è un parametro che serve a misurare l’affidabilità e l’ attendibilità di un sito. Si misura calcolando le ‘citazioni’ che riceviamo, un po’ come nel mondo accademico.
Per Google le citazioni sono i backlink che riceviamo, ovvero i link che da altri siti rimandano al nostro. I motori di ricerca infatti, e Big G su tutti, da alcuni anni si sono affinati e il loro obiettivo attuale è quello di fornire ai propri utenti un risultato di ricerca che sia il più attendibile possibile alla ricerca effettuate e, cosa ancor più importante, di qualità elevata e comprovata.

Ecco perchè tra i milioni di potenziali risultati per una chiave di ricerca, i motori tenderanno a far emergere quelli che hanno il maggior numero di citazioni: in sostanza, quelli che risultano essere collegati da molteplici link.

Ma questa è sola una parte del discorso da fare. Perchè questi link devono tuttavia avere peculiarità ben precise: devono essere qualitativi e contestuali. In sostanza conta la quantità dei link, ovvero il numero di citazioni, ma ancor di più conta la qualità di questi e dei siti che ci linkano.
Non tutti i link hanno quindi la medesima importanza: è fondamentale ottenere backlink da siti contestuali, ovvero che trattino temi attinenti a quello trattato dal nostro sito, e che siano riconosciuti da Google come siti di qualità. Ricorda, meglio avere pochi link ma da siti contestuali e di qualità elevate piuttosto che ricevere una miriade di link da siti di qualità dubbia o di settori assolutamente differenti dal tuo.

Creare contenuti interessanti per ricevere condivisioni naturali:

Una volta compresa l’importanza dei link ricevuti, all’interno di un post di testo e non come scambio di banner, da altri siti, subentra un’altra questione non da poco: come ricevere queste citazioni?
La strada consigliata è sempre quella di creare nel nostro sito contenuti di testo di qualità e magari di reale utilità per i lettori. In questo modo gli utenti saranno invogliati a condividere i nostri contenuti.
Facciamo un esempio: se abbiamo un sito che si occupa di fornire informazioni realmente utili per l’utente, quali ad esempio come aprire una attività in franchising, come preparare una torta, come investire in borsa ecc… gli utenti saranno maggiormente coinvolti e condivideranno con più interesse il contenuto stesso perchè vedranno in questo un’ utilità effettiva.
In sostanza ciò che è utile, interessante informativo per gli utenti sarà sicuramente condiviso più facilmente che non un testo nel quale scriviamo quanto siamo bravi e quanto è bella la nostra azienda.
Nel caso di post che risultino essere di reale interesse e utilità per i lettori avremo probabilmente un più alto tasso di condivisioni naturali. Ci sono altre due strade che vengono utilizzate per favorire la condivisione dei nostri post su altri siti aumentando così le citazioni.

Guest Blogging

Guest Blogging

Post a pagamento e guest post:

Le altre due strade da seguire per ottenere condivisioni dei nostri contenuti e link che rimandino al nostro sito sono i guest post e i pubbliredazionali a pagamento.

  1. Guest post: abbiamo spiegato cosa sono i guest post. In sintesi si tratta di contenuti di testo che andiamo a fornire in modo gratuito ad altri siti ottenendo in cambio un link da mettere all’interno del contenuto stesso e che rimandi al nostro sito. Noi aiutiamo un altro sito a incrementare il suo numero di contenuti, scrivendo gratis per lui un post di reale interesse e informativo; in cambio il sito in questione metterà un link che rimanda al nostro sito. Il guest posting o guest blogging è utile se fatto nel modo giusto: contenuti scritti con le linee guida Seo quindi dando priorità a; originalità; qualità; contestualità del post.
  2. Pubbliredazionali o Post a pagamento: si tratta di una pratica che Google non apprezza un granchè e che proprio per questo ha generato un mercato potremmo dire…sotterraneo. Google come spiegavamo, è per costruire una rete di risultati che siano il più possibile attinenti alla ricerca dell’utente e, soprattutto, di qualità. Vien da sè che un sito che paga un altro sito per avere un backlink qualitativo incrementando così la propria link popularity, sta aumentando in modo artificioso la sua reputazione in rete. Ecco perchè Big G non vede di buon occhio quete pratiche. E allora si cerca sempre di camuffare alla meno peggio questa pratica.
    Ci sono parametri da tenere in considerazione quale ad esempio la qualità del sito che si va a linkare: se il nostro è un sito di qualità e con una reputazione online molto elevate e in un post si va a linkare un altro sito la cui qualità è pari a zero o giù di lì…. Google potrebbe alzare le antenne e attivare l’allarme. Come mai un sito di alta qualità che tratta, ad esempio, di infissi e porte, all’interno di un post incentrato su come scegliere gli infissi migliori va a linkare, e quindi a consigliare, un sito la cui reputazione è pari a zero? Questo il ragionamento che fanno i motori. Che vanno quindi, nel caso dell’esempio sopra fornito, a sospettare che si tratti di un link venduto, inserito a pagamento. State sempre attenti alla qualità dei siti che linkate. Al riguardo un altro aspetto fondamentale è quello dell’ anchor text: ovvero la parola che andiamo a linkare all’interno del nostro post.
Anchor Text

Anchor Text

L’ Anchor text e la sua importanza:

Anche qui Google si è affinato abbastanza da capire se e quando stiamo cercando di passare in modo artificiale un po’ del nostro trust a un altro sito.
Se l’anchor text che utilizziamo nel nostro testo,quindi la parola cliccabile che rimanda ad un link esterno, sarà sempre, guarda caso, una parola chiave rilevante rispetto all’argomento che stiamo trattando, Google potrebbe etichettare il tutto come un comportamento innaturale e sospettare che si tratti di un link acquistato.
Esempio pratico: abbiamo un sito che propone news su economia e finanza e stiamo inserendo un articolo sui compro oro, magari perchè un compro oro di Milano ci ha chiesto di inserire, dietro pagamento, un articolo con un link che rimandi sul suo sito. Ecco, se all’interno del post che scriviamo la parola chiave linkata, quindi l’ anchor text, sarà guarda caso ‘compro oro Milano’… beh in quel caso Google si insospettirà non poco.
Perchè, penserà lui, se l’obiettivo era quello di linkare un sito per fornire un ulteriore approfondimento al lettore, avremmo potuto farlo anche linkando il nome della azienda o mettendo qualsiasi altro anchor text piuttosto che non la parola chiave esatta… che ha tanto l’aria di accordo commerciale per aiutare il cliente che ci ha pagati per il post a guadagnare posizioni nei risultati di Google con la parola ‘compro oro Milano’.
Ricordati sempre che Google è diventato ormai molto intelligente e che riesce a capire se i tuoi comportamenti sono spontanei o se, viceversa, stai forzando la mano per ottenere qualche altro vantaggio. E in questo caso una penalizzazione da parte di Google è il meglio che potrai portare a casa.

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