Come analizzare la qualità di un sito dal punto di vista Seo

Analisi SEO

Analisi SEO

Una delle strategie Seo più utilizzate ed efficaci per salire nei risultati dei motori di ricerca è quella della link building. Ovvero, costruirsi una rete di backlink, quindi link da altri siti che rimandino al nostro.
Un modo conosciuto da tempo e ancora incredibilmente efficace pur se mutato nella conformazione. Da alcuni anni il ricorso a questa pratica ha visto un cambiamento sostanziale al punto che in molti ipotizzano che la link building sia morta. Personalmente non credo che ciò corrisponda al vero: certo è che è mutata radicalmente, questo si.
Da quando Google ha deciso di cambiare le carte in tavola e dare rilievo assoluto alla qualità piuttosto che alla quantità anche la link building ne ha risentito.
Tuttavia ancora oggi avere una rete di link di qualità è più che mai importante per vedere il nostro sito salire nelle Serp di Google.

Come analizzare un sito che ci linka:

A questo punto, come direbbe qualcuno molto più noto del sottoscritto, la domanda nasce spontanea: come facciamo a valutare la qualità di un backlink? In sostanza, come possiamo sapere se un link ricevuto è di qualità, quindi potrà portare reale giovamento al posizionamento del nostro sito?

Ci sono molti modi per analizzare qualitativamente un sito e, di conseguenza, un backlink ricevuto. La maggior parte delle analisi si basa di solito su valori riferiti al sito che ci linka.

Sto parlando qui del Domain Authority e Page Authority di Moz; e del Trust Flow e Citation Flow di Majestic. Sono questi i due strumenti principali che hanno sostituito il loro antenato Page Rank, che Google ha smesso di aggiornare da tempo, nella valutazione di un sito.

Ci possiamo fidare degli strumenti tradizionali?

Ovviamente questi parametri non possono indicarci in modo incontrovertibile se un sito sia o meno di qualità elevata. Ma indubbiamente ci offrono indicazioni più che valide.

Di base il loro valore è riferito sempre al concetto di link building: quindi dipende da come quel sito linka gli altri ed è linkato a sua volta. Aspetti fondamentali, ma da soli non sono sufficienti ad avere un riscontro sicuro sulla qualità di un link ricevuto.

Alcuni siti, pur se apparentemente con valori elevati, potrebbero essere a rischio di incappare in penalizzazioni di Google, sia manuali che con i noti algoritmi, spauracchio di ogni professionista Seo.

Majestic Seo

Majestic Seo

Analizzare la qualità di un sito:

Dato che il lavoro di un Seo è quello di valutare al meglio la bontà di un sito, ci sono altri dati da tenere a mente; ferma restando una attenta analisi Seo anche ‘ad occhio’ di un sito internet per capire se sia effettivamente di qualità. Sto parlando in particolare dei contenuti di testo.
Senza voler in questo contesto tornare sulla loro importanza per il posizionamento di un sito, ormai notra e stranota anche ai meno addetti alla questione e cosa che ripeto spesso quando mi chiedono quali sono i fattori principali del Seo copywriting.
Così come, al di là degli aspetti tecnici, può essere utile andare a visionare il traffico di un sito utilizzando magari lo strumento apposito di Sem Rush.
Si tratta in sostanza di analizzare un sito qualitativamente a 360 gradi. Capire se è un portale seguito, aggiornato costantemente, desideroso di fornire contenuti originali, di qualità e ben scritti. O se è soltanto un contenitore per inserire banner e magari post a pagamento.

Altri tools utili per metriche Seo:

Il colpo d’occhio è quindi un aspetto da non tralasciare, soprattutto in riferimento ai contenuti di testo. Il consiglio è quello di assicurarsi sempre che questi siano ‘freschi’, quindi aggiornati con frequenza. Di qualità, interessanti e non copiati.
Detto ciò, agli strumenti sopra citati si possono aggiungere tranquillamente altri tools utilissimi: come ad esempio il Domain Rank di Ahrefs.
Si sta qui facendo riferimento ad uno degli strumenti Seo più completi e che, non a caso, è a pagamento (come d’altra parte anche Majestic e Moz, salvo versioni ad utilizzo limitato).

Facendo un’analisi Seo incrociata dei dati forniti da questi strumenti si può senz’altro iniziare a capire in via preliminare se un sito possa essere scartato o preso in considerazione. Perché se, come detto, questi valori non sono tutto, nel caso di indici veramente bassi il consiglio è di lasciar perdere quel sito.

Viceversa metriche alte possono ancora non bastare, di per sé, a darci garanzie; ma sicuramente sono un buon viatico e un segnale che ci suggerisce di approfondire la conoscenza con quel sito.

Siti Spam

Siti Spam

Riconoscere siti spam:

C’è un altro valore non di poca importanza da valutare quando si vuol conoscere la qualità di link ricevuti: lo spam score. Un numero che va a quantificare l’eventuale presenza di link spam e quindi le probabilità di una penalizzazione. A fornirci lo strumento è sempre Moz.

Se un sito che navighiamo ha un elevato valore di spam score, quel sito è a rischio. Di conseguenza ricevere un backlink potrebbe essere del tutto inutile se non controproducente.

Anche questo dato non è da prendersi come oro colato: si basa su un complesso calcolo di fattori quali contenuti di testo di bassa qualità; eccessivo uso di anchor text troppo ‘esatte’; troppi link in uscita.

L’engagement: il coinvolgimento

Ultimo aspetto, non certamente per importanza, da valutare a fondo in una analisi Seo è il cosiddetto engagement. Il coinvolgimento che un sito riesce ad avere su utenti e visitatori.
Rientrano in questo campo le visite, come dicevamo sopra; la frequenza di rimbalzo, quindi il numero di utenti che lascia il sito non appena entrato; la percentuale di permanenza; il coinvolgimento sulle pagine social, quindi Facebook, Twitter ecc… per vedere le interazioni con quello che si pubblica. In sostanza, riscontri dal lato utente in termini di letture, condivisioni, commenti.

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